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Associazione Educazione Incidentale

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Diario errante

 

 

 

 

 

 

 

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Meditazione I. Andrea B. Kether 2013

Meditazione II. Andrea B. Kether 2013

 

Oggi mi sono svegliato normalmente. Sono andato a prendere l’autobus e verso le nove e mezza c’era lezione (Inglese con Giulio). Poi, abbiamo fatto ricreazione. Più tardi invece matematica. Dopo mangiato sono tornato a casa. Io mi sono fermato in stazione perché ho aspettato con amici il 24 che mi portava vicino a casa. Alle quattro sono andato con un amico a prendere un tipo a scuola. Siamo andati a fare un giro, poi sono restato solo con un altro e siamo andati davanti alla chiesa a veder chi c’era. Abbiamo trovato un po’ di gente e facevamo le rime per scherzare. Poi verso le sette sono andato a casa. Ho usato il computer e ho visto un video,…dopo quello NON FUMERO’ PIU’, sicuro. Poi verso le 11 sono andato a letto.

Pietro

Studio sui Simpson by Andrea B. Kether 2013

 

Stamattina quando sono arrivata a scuola c’era tantissima neve. c’era il parcheggio pieno di neve, c’era il prato pieno di neve, c’era l’albero pieno di neve. Quando sono arrivata a scuola, ho visto il maestro Nicolò, il maestro Giulio, Filippo, Pietro, Andrea B. Andrea B. era con Lorenzo e ha cominciato a parlare. Mi ha detto:”andiamo a fare le scivolate sulla neve dei campi?” “Sì!” disse Alexandra C. Quando ero sulla neve ho detto ad Andrea B. “mi vado a mettere gli stivali rossi, hai capito?” “Sì!” disse Andrea B. Con gli stivali rossi abbiamo giocato con la neve. Andrea B. ha “beccato” con le palle di neve il mio corpo e poi ha colpito Lorenzo.

Alexandra

Corpo umano. Alexandra C. Kether 2013

 

Oggi appena svegliato mi sono vestito e sono andato a prendere l’autobus. In autobus c’era: una tipa figa che vedo ogni mattina, Nicolò, una ragazza con una figlia, una mezza drogata che sale ogni tanto, un’altra tipa carina che sale ogni mattina, un mio vecchio amico, uno che si fuma 1000 cicche al giorno, un altro tipo strano e tutti, scendono in stazione, tranne due o tre. Dopo scuola sono andato a casa. Dopo mangiato sono uscito, sono andato un po’ a fumare, a mangiare e ho fatto un giro. Verso le sei e mezza ero solo e in casa non c’era nessuno perché i miei erano andati a prendere la giacca nuova. Ero fuori al freddo e mi si sono anche bagnate tutte le cicche. Arrivato a casa, ho provato la giacca, ho mangiato e sono stato su facebook per un bel po’. Poi sono andato a letto.

Pietro

Uomo con lancia. Anonimo 1. Kether 2013

Uomo con lancia. Anonimo 2. Kether 2013

Uomo con lancia. Anonimo 3. Kether 2013

 

NEVE!!! Ogni cosa cambia: sentieri, dirupi, boschi e torrenti. L’aria delle nostre giornate immersi nel verde di kether, oggi diventato…bianco. Cammina, cammina, cammina, la meditazione campestre. Col sole, con l’acqua, col caldo, col gelo, col vento, con la NEVE. Ancora un’altra avventura nella natura, un occhiolino schiacciato all’amicizia. Un pensiero sul rumore inaspettato, misterioso e bellissimo dei bianchi fiocchi in caduta libera, sui cespugli secchi degli arbusti invernali,  lungo il cammino.

Inizia a nevicare sulla meditazione campestre. kether 2013

Lungo i sentieri sotto la neve. kether 2013

luci di kether. kether 2013

Intanto alla “base”… . kether 2013

Andrea/Alexandra: wow che avventura! Intramontabile “doppia ‘A’ “. kether 2013

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Oggi non ho fatto quasi niente, perché sono stato a casa tutto il giorno. Praticamente ho solo mangiato, guardato la TV e usato il computer. Quindi preferisco parlare di sabato o di giovedì. Inizio col giovedì. Mi sono svegliato per le 7 circa, mi sono vestito, e ho guardato 5 minuti di TV. Poi sono andato a prendere il solito autobus come tutti i giorni. Al capolinea sono sceso e giulio col suo furgoncino blu ci ha portato a scuola. Lì un gruppo faceva l’askesi, un altro giocava nel bosco e un altro ancora stava a scuola. Come prima cosa abbiamo iniziato a fare le lanterne per la festa delle luci. Abbiamo preso un palloncino ciascuno e l’abbiamo gonfiato e poi ricoperto di sapone. Dopodiché l’abbiamo ricoperto di colla vinilica diluita con l’alcool. Poi ci abbiamo attaccato sopra fogli colorati. Più tardi cinque ragazzi hanno rotto un grosso contenitore dell’acqua. Dopo breve, abbiamo fatto un’assemblea chiedendoci se sospendere o meno questi amici che avevano causato il danno. Poi, abbiamo fatto Grammatica e abbiamo ripassato gli aggettivi e i pronomi indefiniti. Dopo mangiato siamo scesi col pulmino e sono tornato a casa ad annoiarmi. Il venerdì a scuola eravamo in pochi perché Filippo e Nicolas erano ad un concerto rap. Abbiamo fatto Italiano e poi con Nicolò ho fatto il tre semplice. Verso le 3 sono uscito in città con dei miei cari amici. C’erano 3 belle ragazze e le abbiamo seguite. Ci hanno dato il loro numero e un giorno di questi ci dovremmo uscire. Poi, verso le 7 ero a casa. Ho mangiato e ho guardato la TV. Di sabato invece sono stato tutta la mattina in casa da solo. Alle 10 i miei genitori erano a lavorare e sono tornati verso le 2, ma io alle 12 ero andato al torneo di YU-GI-OH. Sono stato lì fino alle sette e poi sono andato al Mc Donald. Al ritorno era buio ed ero per strada da solo, c’erano tre che mi seguivano, sembrava. Io per averne la certezza sono andato in un parco e anche ‘stì tre sono entrati. Così mi sono nascosto dietro una macchina e loro erano lì che mi cercavano. Per fortuna era buio e non mi hanno visto. Poi sono andato a casa, ho mangiato. Sono stato su facebook  e alle 12 sono andato a letto.

Pietro

Sotto le lanterne. kether 2012

Oggi 7 Novembre, mi sono svegliata alle 6:10 poi, sono andata in bagno. Subito dopo ho fatto colazione con lo yogourt e i biscotti con il te’ ai frutti di bosco. Più tardi sono andata a prendere il pulmino con il maestro Giulio e con il maestro Nicolò, però, lui non c’era perché era andato dalla polizia urbana per il cambio di residenza. Quando siamo arrivati a scuola siamo andati a fare l’askesi però prima siamo andati a vedere il daino con il Maestro Giulio e gli abbiamo detto: “Os!”. Quando siamo entrati a scuola il maestro Giulio ha detto: “alti, … con me” e siamo andati a fare grammatica. Però sono arrivati i maestri di Materia cioè la Patricia di Spagnolo ed Eugenio di Informatica. Abbiamo parlato un po’ e ci siamo presentati, poi, con la maestra Patricia abbiamo affrontato l’alfabeto. Dopo la ricreazione siamo andati a fare Informatica e abbiamo cambiato la password e lo sfondo. Poi siamo andati a fare lezione con la maestra Paola e abbiamo fatto gli aggettivi possessivi. Quando abbiamo finito siamo andati a mangiare tutti insieme poi,  Pietro, Elia, sono andati a casa. Quando siamo rientrati siamo andati a fare i compiti di Matematica e di Italiano.  Alle 16:00 ho chiuso tutte le porte della scuola kether poi, siamo andati giù con il pulmino del maestro Giulio che ci ha accompagnato a casa. Quando siamo arrivati a casa ho acceso la TV e ho guardato “der grils”, poi ho  mangiato e sono andata a letto.

Andrea area ibrida primarie

 

Oggi è stata una bella giornata. La mattina abbiamo fatto una dettagliata descrizione della askesi con Giulio. Poi abbiamo fatto una nuova bellissima esperienza, una specie di meditazione. Mi è piaciuta molto come esperienza anche se stavo un po’ scomodo, eravamo tutti seduti in cerchio, al buio con gli occhi chiusi, per mano e pensando a degli “occhi”. Poi siamo andati nel bosco. Io pensavo che stavamo vicini alla scuola, ma siamo andati molto lontani. Abbiamo visto buchi di circa 30 metri, caverne di uomini sapiens sapiens, pietre e molti pungitopo. Al ritorno eravamo in mezzo ad una gola molto grande con molte spine e dei bei funghi. C’era anche una bellissima farfalla ghepardo. Eravamo tutti affamati e assetati alla fine di questa magnifica esperienza e appena arrivati a scuola ci siamo “fiondati” sul cibo. Insomma è stata proprio una bellissima giornata.

Pietro, area ibrida medie Ottobre 2012

Three friends. kether 2012

 

I primi giorni di Scuola

I miei primi giorni di scuola sono stati molto belli perché abbiamo fatto l’alfabeto greco, poi abbiamo parlato dei Greci  con il maestro Giulio,  invece con il maestro Nicolò abbiamo parlato dell’uccello di fuoco. Mi è piaciuta molto la passeggiata perché abbiamo trovato dei nuovi sentieri in mezzo al bosco e in uno di questi c’era una selce. La scuola mi piace tantissimo perché è in mezzo alla natura. Sono contenta di andare in questa scuola perché ho dei compagni simpaticissimi e dei maestri molto gentili.

Andrea, 11 anni (Piccola Scuola Libertaria Kether 17.09.2012)

 

Andrea occhi di bosco. Kether 2012

 

Lungo i sentieri ci si aiuta. Ogni passo è un’avventura!

lezione di “arrampicata solidale”. Kether – Settembre 2012

Ehi! Oggi è il mio primo giorno di scuola!

Giuseppe:genio e sensibilità. Kether – Settembre 2012

Dai che si va!

Si parte! OK go! Allegria d’assieme. Kether 12 Settembre 2012

 

Viaggio nel “bosco vivo” di Molina.

             Il “bosco vivo” di cui ci parla Leonardo Ceradini, neo-presidente della Proloco di Molina, ridente paese montano posto nei rilievi occidentali del veronese, è quello mostrato ad Alexandra, Pietro, Andrea, Filippo, Nicolas, Lucio, Lorenzo, Alessandro, ragazzi e bambini della realtà educativa libertaria Kether. E questo “organismo verde”, estremamente complesso e affascinante, sorge meravigliosamente dalle appassionate e dotte parole di un uomo, Leonardo, che immediatamente entra in contatto profondo con una piccola, interessata assemblea di giovani venuti nella “terra delle cascate” per vivere in prima persona una pratica di trasmissione del sapere orale, direttamente da un interprete d’eccezione. Leonardo, apre così il ciclo di nove incontri mensili, <span >organizzati da settembre a maggio, rivolto alla piccola scuola veronese, partendo subito da un’eccellente miscela di racconto informativo ritagliato sulle esigenze dei piccoli e medi ascoltatori e intervallata da una lauta merenda con miele, torte e delizie culinarie fatte in casa, offerte dalla sorella Tina, vera “anima della logistica<span >per questo tipo di escursioni didattiche.

zia Tina, il “fatto in casa” che è differenza d’Amore. kether 2012

Il presidente della proloco molinese inizia subito ricordando le interessanti strutture litiche che caratterizzano il territorio puntando sull’antichità intrinseca al paesaggio circostante: “Queste che vedete sono sedimentazioni marine datate tra i sessanta e i cento e trenta milioni di anni fa’, l’epoca geologica è quella del cretaceo, tanto è vero che in questi piani dai quali si ricavano i materiali da costruzione e, per inciso questi livelli sono settantadue, ovvero lastre di pietra di diverso colore e di diverso spessore, sono divisi da un sottile strato di creta, che li rende ‘staccabili’, per cui facilmente lavorabili”. I ragazzi, attratti dall’impressionante numero di stratificazioni mess in luce dalla conoscenza di Leonardo Ceradini, confrontano le strutture di pietra di Molina erette grazie alla copiosa presenza di tutto quel resistente materiale da costruzione, in particolare, le bianche case dai tetti a grandi quadrati sovrapposti e le tortuose stradine caratteristicamente segnate dalle “laste” posizionate in verticale. “Pensate che tutte queste estensioni di pietra costituiscono un enorme ‘piano inclinato’ che si sviluppa per tutti i Lessini. Parte dalle zone più basse che sono queste di Molina, Manune, la Potesela e poi va su fino al monte Loffa di S. Anna d’Alfaedo. Tutta la zona è dunque piena di cave dove, all’interno affiorano tante ammoniti che ormai tutti conosciamo, e che sono i fossili più comuni da trovare, ma ci sono tanti animali più complessi come per esempio le tartarughe marine o addirittura uno squalo di ben cinque metri esposto al museo paleontologico di S. Anna d’Alfaedo. Qui, proprio a Molina, il signore che abbiamo incontrato prima lungo la strada, appena siete arrivati, ha trovato quello che all’inizio sembrava essere un coccodrillo e che invece oggi sappiamo trattarsi di un vero e proprio piccolo dinosauro che ora sta’ esposto nella hall del municipio di Fumane. Il ritrovamento, ha preso il nome di ‘Sistus Ceradinus’ in quanto chi l‘ha trovato si chiama appunto Sisto”. Bambini e ragazzi della piccola scuola libertaria Kether, si rendono da subito consapevoli che ogni passo compiuto su quel territorio è un contatto diretto con le radici della meravigliosa storia di questo pianeta.

Leonardo Ceradini Presidente della Proloco di Molina mostra le “laste”. Kether 2012

Dirigendosi verso il bosco che si intende visitare, ci si ferma per una sosta d’ascolto presso alcuni grossi recipienti di acqua montana. Leonardo spiega ai ragazzi interessati che “il problema della montagna, è legato allo sfruttamento ragionato delle risorse idriche. Prima, uno di voi, penso Pietro, ha affermato che ‘il bosco serve per l’ossigeno’, ed infatti, il vostro amico, ha detto una cosa corretta. Anche la Comunità Europea, recentemente ha riconosciuto questa funzione dei boschi per quanto riguarda le risposte vitali al problema delle emissioni di CO2, ma a questo bisogna aggiungere che ‘il bosco vivo’, serve pure per la conservazione dell’acqua. L’acqua nasce in montagna però, …chiaramente, non si ferma. Essa scende verso la pianura per cui, paradossalmente, i montanari non hanno la possibilità di usare l’acqua. Scendendo verso valle, che è un fattore naturale, durante i periodi di siccità, queste terre rimangono prive di questo elemento fondamentale per la vita della comunità. Ecco dunque che, come qui vedete con questi “vasconi”, si cerca di fare in tutte le maniere delle barriere o dei contenitori per poterla conservare. Vi è però, purtroppo per noi, anche un fattore stabilito dall’uomo che priva delle acque i nostri territori: col tempo, la pianura ha acquisito dei diritti nei confronti della montagna. Le acque di Molina, ad esempio sono di proprietà di un consorzio di S.Pietro in Cariano che aveva un mulino in quel luogo e che, per farlo girare ha comprato un tempo i diritti sulle acque del nostro paese. Per cui a Molina la potevano usare per macinare ma non la potevano usare per irrigare i campi…A tutt’oggi è così!

Acque e Diritti. Kether 2012

Essendo che quei diritti così comprati, sono secolari…e permangono. Infatti la cosiddetta ‘liberazione dell’acqua’ è una di quelle battaglie che adesso molte persone stanno facendo anche in maniera più allargata, coinvolgendo l’intero territorio nazionale, perché per esempio l’energia idroelettrica è prodotta dalle dighe e l’ENEL ha acquisito i diritti che tra breve dovrebbero scadere. Esiste dunque tutto un movimento per ri-contrattarle e, la montagna per conservare l’acqua buona ha chiaramente dei vincoli (non può sporcarla visto che è a monte), non può spargere il letame degli animali, deve preservare i boschi…però, i boschi…non rendono. Il montanaro allora ha degliobblighi per ben tenere il territorio, però, in cambio…non ci vive ed è per questo che la montagna è abbandonata, si spopola. Questi vincoli ancora oggigiorno risultano essere a favore di chi da secoli ne usufruisce, ne trae dei benefici…insomma alcune figure poste…a valle. Bisogna dunque che si giunga a far si che chi subisce i vincoli, possa finalmente trarne pure dei benefici. Questo e’ il senso di questi movimenti nati per rivedere i contratti in auge fino ad oggi.

il “bosco vivente” di Molina. Kether 2012

Nonostante la complessità dei ragionamenti, i ragazzi delle medie ascoltano con interesse le problematiche esposte fino ad arrivare al momento dell’immersione nella realtà fitta e piacevolmente intricata del “Bosco Vivo”.Passando su appezzamenti delimitati dalle famose “laste” in pietra locale (lastre litiche poste in posizione eretta, in grado di mantenere visibili i tracciati anche durante i periodi invernali quando l’ambiente è ricoperto da spesse coltri di neve), Leonardo Ceradini raccoglie erbe aromatiche quali l’assenzio, facendo provare ai ragazzi l’esperienza del gusto amarognolo della particolare pianta montana, cara ai poeti del primo Novecento. Il presidente della Proloco di Molina, raccolti attorno a se i ragazzi di Kether, spiega subito che “il bosco è una comunità di alberi” e, alla domanda se tale unione di vegetali differenti che a noi sembra molto spesso, casuale, sia “pacifica”, i ragazzi, come gli accompagnatori, rispondono affermativamente.

Esperire il bosco. Kether 2012

Ceradini, invece, spiazzando tutte le concezioni “buoniste” del caso, avverte che serenità, pace, concordia, nel bosco non hanno granché modo d’esistere. “Il bosco è una comunità in competizione, fra gli alberi è messa in moto una continua gara per ‘arrivare al cielo’. Le piante vogliono la luce e questo genera una vera e propria battaglia per lo spazio vitale fondamentale per il loro sviluppo”. Il loro cibo, infatti è la linfa e, questa è disponibile per la pianta dopo che è stata lavorata dalle foglie con la nota fotosintesi clorofilliana, ragion per cui, le piante portano le foglie alla luce per poter alimentarsi “e allora, cercano di crescere di più, cercano di occupare più spazio e le piante maggiormente ‘permalose’, quelle che fanno più fatica a crescere, rischiano di soccombere…”. A quel punto, il signor Leonardo mostra ai ragazzi una cospicua macchia di “roverella”, una varietà di quercia, che è presente in maniera tenace e concentrata in una macchia. “E’ una pianta molto fragile, che ha bisogno per poter sopravvivere di un certo spazio. Appositamente, l’uomo ha fatto una certa pulizia attorno a queste piante, per far sì che la roverella non debba per un certo numero di anni, competere. É stata in un certo modo ‘favorita’ per evitare che soccomba.”

funghi, formicai, “verdi competizioni”. Kether 2012

Mostrando chiaramente l’intervento d’aiuto aggiunge per chiarire meglio la dinamica: “La quercia è infatti una pianta dallo sviluppo molto lento, per cui inserita in un bosco ad esempio di Carpini, di piante più vigorose, rischierebbe di asfissiare. Qui, invece, con un piccolo intervento, non eccessivamente invasivo, può vivere tranquilla”. E puntualizza: “naturalmente la quercia porta con sé anche i suoi lati positivi, nel senso che favorisce la crescita dei funghi, dei tartufi, matura le ghiande, che sono cibo per altri animali”. Alcune piante, spiega Ceradini, rilasciano una sostanza vegetale velenosa, che non consente ad altre piante, di crescere vicino a loro. Una di queste è il noce e, forse è proprio per questo che nella saggezza popolare si afferma che è meglio non addormentarsi sotto ad un noce, altrimenti ci si sveglia con il “mal di testa”.

Nicolas e il formicaio. Kether 2012

Questa pianta invece, si chiama ‘Maggiociondolo, perché a maggio fa dei fiori che ciondolano nell’aria, come quelli del Glicine o della Robina solo che, al contrario di quelli appena menzionati, sono velenosi e, difatti, le api non li frequentano. É un legno cespuglioso, e questo vuol dire che non diventerà mai una pianta, la sua notevole compattezza lo rende molto duro e di colore scuro e per questa caratteristica viene usato per la costruzione di strumenti molto utili.In questo mondo complesso e affascinante della competizione arborea, si manifesta pure una sorta di confronto anche all’interno della pianta stessa. “Se ad esempio, tagliamo un carpino, la madre dal ceppo reciso, fa scaturire una trentina di germogli.

Tarzan a Molina. Alessandro in action. Kether 2012

Però, tra questi trenta “poloni”, la pianta ha già deciso qual’è che sopravviverà per ultimo. Nel caso questo selezionato, fosse o venisse lesionato per qualche motivo, si farebbe avanti subito il secondo germolio già “pensato” dalla pianta-madre. Nel caso non accade<span >sse nulla di dannoso e, alla fine, crescessero tutti e trenta i “figlioli”, la maggior parte di questi si seccherebbe e morirebbe naturalmente e ne rimarrebbero soltanto tre o quattro a continuare la specie. Poi, col passare del tempo, dopo trenta o quarant’anni, ne resterebbe solo uno. Per cui la competizione è tra le piante ma anche tra la pianta e se stessa”. La cosa più importante da notare, sta nel fatto che l’informazione riguardante quel “figliolo” che dovrà essere selezionato come continuatore della madre-pianta, è già contenuta dall’inizio nella pianta stessa.<span >Vi sono poi anche delle piante che si sono adattate alla poca lucee sono le cosiddette piante da sottobosco che non sono piante che portano il frutto ma, sono dei cespugli. Esse vivono bene in una situazione di penombra.

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